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Nel centro storico di Napoli, a due passi dal Museo Archeologico Nazionale (MANN), si trova la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, che dà il nome alla via in cui sorge. Questa chiesa custodisce un’antica immagine della Madonna di Costantinopoli, venerata per aver fermato la terribile peste che colpì Napoli nel XVI secolo.
Un’iscrizione che racconta una storia di protezione
Sulla facciata della chiesa è incisa la frase “MATRI DEI OB URBEM AC REGNUM A PESTE SERVATUM”, che significa “Alla Madre di Dio che ha salvato la città e il Regno dalla peste”. Questa dedica sottolinea il ruolo di protezione che la Vergine ha avuto nella tradizione napoletana contro le pestilenze.

Il contesto storico: la peste e l’assedio del 1528
Napoli era già stata duramente colpita dalla peste quando, nell’aprile del 1528, l’assedio delle truppe francesi guidate da Odetto de Foix aggravò la situazione. Per piegare la resistenza della città, il comandante francese distrusse le condutture dell’acquedotto della Bolla, facendo defluire le acque in terreni paludosi vicini. Questo, unito alla calura estiva, generò un focolaio di pestilenza che causò numerose vittime.
La leggenda dell’immagine miracolosa
Tra il 1527 e il 1528, una leggenda racconta che la Vergine di Costantinopoli apparve a un’anziana donna stanca mentre percorreva le strade della zona. La Madonna promise la fine dell’epidemia se la popolazione avesse edificato una chiesa nel luogo dove sarebbe stata trovata un’immagine sua dipinta su un muro.
Il popolo, fiducioso in questa promessa, formò una confraternita dedicata alla Madonna di Costantinopoli e iniziò le ricerche. Poco dopo, un’immagine corrispondente alla descrizione fu rinvenuta nella casa di un mercante ai piedi della collinetta di Caponapoli. Da quel momento, la peste cessò miracolosamente.
In segno di gratitudine, in quel luogo fu costruita una piccola cappella dedicata alla Vergine. Quando la peste tornò a minacciare la città nel 1575, si decise di erigere una grande chiesa con un monastero femminile annesso. Nel tempo, Santa Maria di Costantinopoli divenne meta di pellegrinaggi di fedeli in cerca di protezione, con testimonianze di guarigioni tra i malati di peste.
La chiesa: arte e architettura barocca
La sistemazione definitiva della chiesa risale ai primi anni del Seicento, grazie ai lavori di Frà Giuseppe Nuvolo, architetto domenicano noto per aver progettato la Basilica di Santa Maria della Sanità, uno dei capolavori del Barocco napoletano.
Situata in Via Costantinopoli, la chiesa è incastonata tra due edifici religiosi: San Giovanni Battista delle Monache e Santa Maria della Sapienza. La facciata presenta tre portali, mentre all’interno si sviluppa una navata rettangolare con cinque cappelle laterali e una cupola maiolicata.
Sopra l’altare maggiore, realizzato dal celebre Cosimo Fanzago, si conserva l’immagine della Madonna di Costantinopoli. Questo dipinto, eseguito su tavola di marmo tufaceo da un artista napoletano manierista della fine del Quattrocento, rimane anonimo ma di grande valore storico e artistico.
Il soffitto è in legno scolpito e decorato con stucchi bianchi di Domenico Antonio Vaccaro, mentre la volta lunettata dell’abside è affrescata da Belisario Corenzio. Tra le opere pittoriche di rilievo si trovano La Madonna della Purità e Il Martirio di Sant’Erasmo, firmati dal pittore fiammingo Aert Mytens.
Sotto la volta, il dipinto di Corenzio raffigura la Vergine e San Giovanni che supplicano la Santissima Trinità di liberare Napoli dalla peste, un’immagine che richiama la profonda fede e la speranza della città nei momenti più difficili.
Conclusione
La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli non è solo un luogo di culto, ma un simbolo della resilienza e della fede napoletana di fronte alle calamità. La sua storia, intrecciata con la leggenda dell’immagine miracolosa e gli eventi drammatici della peste, rende questa chiesa un patrimonio culturale e spirituale imprescindibile per chi vuole comprendere l’anima profonda di Napoli.


