Oratorio della Scala Santa Napoli
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Il Chiostro di San Marcellino e Festo: un gioiello nascosto nel cuore di Napoli

Un tesoro nel cuore storico di Napoli

Il Chiostro di San Marcellino e Festo rappresenta uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti di Napoli. Situato sulla collinetta del Monterone, nel cuore del centro storico, questo chiostro fa parte dell’omonimo complesso monastico, un tempo rifugio delle monache del convento dei Santi Marcellino e Festo. Oggi, il chiostro è un punto di ritrovo per gli studenti del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università Federico II, che tra una lezione e l’altra possono godere di questo angolo di pace e storia.

Storia e trasformazioni del complesso

Il complesso monastico nasce dall’unione, sancita il 26 marzo 1566, di due conventi femminili: quello dei Santi Marcellino e Pietro e quello dei Santi Festo e Desiderio. Nel corso dei secoli, l’intero complesso ha subito numerosi interventi di ampliamento e restauro, arricchendosi grazie al lavoro di artisti e architetti di rilievo come Battistello Caracciolo, Francesco de Mura, Lazzari e Vanvitelli.

Chiostro di San Marcellino e Festo Napoli

Nel 1808, con la soppressione del monastero, la struttura divenne prima un convitto femminile e poi, sotto il regno di Gioacchino Murat, un convitto di prestigio. Nel 1907, grazie a un decreto reale, il complesso ospita il dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II. Dal 1932, al suo interno si trova anche il Museo di Paleontologia e Geologia, che conserva una ricca collezione di fossili, tra cui lo scheletro di un allosauro, un dinosauro carnivoro imparentato con il tirannosauro.

Architettura e bellezze artistiche

Il chiostro è in realtà composto da due cortili posti a quote diverse. I lunghi terrazzi a belvedere, progettati da Giovan Giacomo della Monica tra il 1567 e il 1595, erano concepiti come un “deambulatio” per le monache, permettendo loro di godere della vista sul Golfo di Napoli senza entrare in contatto con il mondo esterno. Sebbene oggi la visuale sia in parte ostruita da costruzioni moderne, l’atmosfera rimane suggestiva.

Tra gli elementi più affascinanti spiccano la Fontana dei Delfini e una fontana decorata con quattro teste di cane, oggi collocata alla destra dell’ingresso. Il chiostro mostra inoltre evidenti influenze barocche, frutto dei restauri seicenteschi, che hanno arricchito l’insieme con dettagli eleganti e raffinati.

Da non perdere è l’Oratorio della Scala Santa, un capolavoro dell’architetto Luigi Vanvitelli realizzato nel 1772. La sua scenografica facciata con doppia scalinata si affaccia su un giardino interno, un vero e proprio “chiostro nel chiostro”. Le aiuole curate e il rigoglioso verde che le circonda conducono poi alla chiesa di San Marcellino e Festo, impreziosita da decorazioni in marmi policromi del XVIII secolo.

Un’oasi di pace accessibile a tutti

Il Chiostro di San Marcellino e Festo è oggi un’oasi di serenità nel trambusto del centro storico di Napoli. L’accesso è libero, offrendo a residenti e visitatori la possibilità di immergersi in un luogo ricco di storia, arte e natura, lontano dal caos cittadino. Una visita qui è un’occasione per scoprire un pezzo autentico della tradizione napoletana, tra architettura monumentale e atmosfere raccolte.

Se ti interessa approfondire, puoi visitare il sito ufficiale dell’Università Federico II o esplorare il riferimento storico su Wikipedia per ulteriori dettagli.

Conclusione

Il Chiostro di San Marcellino e Festo è un esempio perfetto di come Napoli custodisca gelosamente la sua storia e la sua arte, spesso nascosta tra le pieghe del suo centro storico. Un luogo che racconta secoli di fede, cultura e trasformazioni, oggi ancora vivo grazie alla presenza degli studenti e degli appassionati di arte e storia. Vale davvero la pena di scoprirlo, per apprezzare un altro volto della città partenopea, meno noto ma altrettanto affascinante.

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