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Maria Lorenza Longo è una figura di spicco nella storia di Napoli, una donna che ha saputo trasformare la propria esperienza personale in un impegno profondo per la cura e il sostegno delle donne e dei malati. Nata in Catalogna e trasferitasi nel Vicereame di Napoli, la sua vita è segnata da una miracolosa guarigione e da una vocazione che l’ha portata a fondare istituzioni fondamentali per la città.
Le origini e la sfida personale
Nata nel 1463 in Catalogna, Maria Lorenza Richenza sposò Giovanni Longo, Gran Cancelliere del Regno di Spagna, e si trasferì a Napoli nel 1506. Qui, secondo la tradizione, subì un tentativo di avvelenamento che la lasciò paralitica per alcuni anni. Oggi si ipotizza che potesse soffrire di artrite reumatoide, ma la sua guarigione presso la Santa Casa di Loreto rimane un episodio centrale della sua vita. Questo evento segnò l’inizio di un percorso di fede e dedizione verso gli altri, in particolare verso le donne e i malati.

La fondazione dell’Ospedale degli Incurabili
Dopo essere rimasta vedova a 46 anni con tre figli da accudire, Maria Lorenza decise di dedicarsi all’assistenza degli infermi. Iniziò il suo servizio presso l’ospedale di San Nicola a Castel Nuovo, ma ben presto la crescente domanda di cure la spinse a immaginare una nuova struttura. Nel 1519 diede così vita all’Ospedale degli Incurabili, situato nel cuore del centro antico di Napoli.
Questo ospedale rappresentò una vera rivoluzione: fu il primo in città costruito da una donna e dedicato principalmente alle donne, in particolare alle partorienti, offrendo loro un luogo sicuro e accogliente. Il dipartimento di maternità, decorato con affreschi ispiranti calma e serenità, fu un’innovazione per l’epoca.
Inaugurato ufficialmente il 23 marzo 1522 come Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, l’istituto ricevette il sostegno di importanti amici influenti. Maria Lorenza lo diresse per dieci anni, ampliando la sua opera con la costruzione di una casa per prostitute affidata alla duchessa di Termoli, Maria Ayerbo, dimostrando una particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della società.
Impegno religioso e fondazione dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine
Nel 1530 Maria Lorenza favorì l’arrivo dei frati Cappuccini a Napoli, facendo costruire per loro il convento di Sant’Eframo Vecchio. Non si fermò qui: fondò anche il monastero di Santa Maria di Gerusalemme, seguendo la Regola del Terz’Ordine Francescano, e accettando solo sorelle senza dote, in linea con la tradizione delle prime comunità di Santa Chiara.
Il monastero, che poteva ospitare fino a 33 sorelle su disposizione papale, divenne il nucleo dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine. Nel 1535, a 72 anni, Maria Lorenza entrò nel monastero e ne assunse la direzione, affidandola ai frati Cappuccini e adottando la Regola di Santa Chiara in modo rigoroso.
Il papa Paolo III con la bolla Cum Monasterium del 10 dicembre 1538 stabilì che i frati Cappuccini dovessero assistere il monastero in perpetuo. Maria Lorenza fu nominata badessa da papa Paolo II e mantenne questo ruolo fino alla sua morte nel 1542, all’età di 79 anni.
Un’eredità di cura e solidarietà
Maria Lorenza Longo viene ricordata ogni 21 dicembre dalle sue sorelle e dalla città di Napoli come una donna che ha saputo coniugare fede, carità e azione concreta. La sua opera ha lasciato un segno indelebile nel tessuto sociale e religioso partenopeo, segnando un passo importante nella storia dell’assistenza sanitaria e religiosa per le donne.
La sua dedizione ha creato un modello di cura che unisce la dimensione spirituale a quella pratica, un’eredità che ancora oggi risuona nelle istituzioni nate dal suo impegno.


