Salvo d'acquisto
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Salvo D’Acquisto: Eroe indimenticabile

Emblema del coraggio e dell’eroismo, Salvo D’Acquisto sacrifica la sua vita per il bene comune

Salvo D’Acquisto rappresenta uno degli eroi indimenticabili italiani, e a cui Napoli è onorata di aver dato i natali. Era un carabiniere che nel periodo del secondo conflitto mondiale decise di fronteggiare l’avanzata tedesca.

Uomo simbolo della secolare storia dell’Arma dei Carabinieri ed eroe nazionale, Salvo D’Acquisto nacque a Napoli da un’umile famiglia del quartiere Vomero.

Il desiderio di entrare nell’Arma sin da bambino

Classe 1920, Salvo nasce in Via San Gennaro a Napoli, rione Antignano. Suo padre era di origini palermitane, mentre la madre napoletana verace. Primo di cinque figli, il suo carattere era mite e mansueto ma ben convinto delle sue ambizioni future. Sin dall’età dello sviluppo parlava di arma e divisa, e infatti a 19 anni compiuti decide di arruolarsi.

Frequenta infatti la Scuola allievi, dove viene promosso carabiniere e inviato nella Legione romana. Pochi mesi dopo si offre volontario per partire verso la Libia: non ferma la sua dedizione alla divisa nemmeno una brutta ferita alla gamba.

Tuttavia dopo aver contratto la malaria, Salvo è costretto a far ritorno in Italia. Nel 1942 tuttavia inizia nuovamente a scalare la piramide dei gradi dei carabinieri. Diviene infatti vice brigadiere e gli viene affidata una zona poco distante da Roma, Torrimpietra.

Incontro scontro di Salvo D’Acquisto con i nazisti

Nel frattempo era scoppiata la guerra e le truppe naziste avevano invaso l’Italia. Di lì a poco infatti il vice brigadiere deve iniziare a fare i conti con la realtà bellica, dal momento che sul posto in cui opera, giungono alcuni gruppi tedeschi.

L’insofferenza della gente del posto si fa ben presto sentire, e il 22 settembre del ’43 alcuni militari nazisti restano coinvolti in una esplosione di casse abbandonate. La tensione sale a picco e il comandante di reparto tedesco invita i carabinieri locali a collaborare alle indagini. In assenza del maresciallo, è Salvo a farne le veci.

Il carabiniere partenopeo cerca di venire a capo della situazione, sotto pressione dei tedeschi che minacciano rappresaglie in assenza dei colpevoli del misfatto. Tuttavia le indagini di D’Acquisto si concludono come incidente fortuito. Decisione che le SS non accettano di buon grado.

Ragion per cui in militari nazisti danno il via ad una rappresaglia e arrestano circa 22 persone del tutto causali. A sua volta il feldmaresciallo Kesserlring chiede ai suoi uomini di prelevare forzatamente Salvo D’Acquisto dalla caserma. Il carabiniere napoletano viene condotto nella piazza principale di Palidoro, insieme con gli altri ostaggi.

Salvo viene poi diviso dal resto del gruppo, che continua a dichiararsi innocente. I tedeschi non mancano di aggredirlo fisicamente per incitarlo ad indicare i nomi dei malfattori. Tuttavia il carabiniere continua a sostenere la casualità del caso.

Un sacrificio per il bene comune

A questo punto, data la poca collaborazione, D’Acquisto e gli ostaggi vengono condotti in una zona di campagna: alcuni di loro sono obbligati a scavare una fossa comune in previsione della fucilazione comune. Tuttavia passata qualche ora i 22 ostaggi vengono tutti rilasciati: eccezion fatta per D’Acquisto.

Il vice brigadiere infatti decide di accollarsi la responsabilità dell’attentato per far salve le vite degli altri prigionieri. Rimasto solo davanti al plotone d’esecuzione, Salvo lancia l’urlo “Viva l’Italia!”; per poi essere fucilato senza pietà. Il suo corpo viene coperto da un po’ di terriccio dai tedeschi e lasciato lì. A soli 23 anni il carabiniere napoletano dà la sua vita per il bene altrui.

In ricordo di Salvo D’Acquisto

Dato il sacrificio che in pochi avrebbero fatto, in tutta Italia sono molti i viali le caserme le scuole e i monumenti intitolati a Salvo D’Acquisto.

Anzi il gesto eroico del carabiniere fu rammentato una volta da papa Giovanni Paolo II, che in un discorso ai Carabinieri (26 febbraio 2001) affermò convinto: “La storia dell’Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santitànell’adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione.”

Inoltre non poteva mancare l’encomio nella sua città Napoli, presso Piazza della Carità, dove è stato inaugurato qualche anno fa il monumento in onore all’eroe partenopeo Salvo D’Acquisto.


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