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San Gennaro patrono di Napoli

Secondo la tradizione partenopea, quando il sangue di San Gennaro non si scioglie eventi nefasti si abbattono su Napoli e non solo

Tra le credenze a cui si aggrappano maggiormente i partenopei c’è sicuramente il loro patrono san Gennaro. Come ben sappiamo ogni anno il Santo si cimenta nel miracolo della liquefazione del sangue, simbolo per antonomasia di Napoli e che lascia in suspense tutta la città.

Circa 40 anni fa San Gennaro diviene ufficialmente Patrono di Napoli per volere di Giovanni Paolo II, dopo che nel 1969 la chiesa aveva deciso di spegnergli l’aureola.

La sommossa napoletana per riavere il patrono

Prima di parlare della storia e dell’usanza del miracolo del Santo, apriamo e chiudiamo una parentesi per l’amore che Napoli porta al suo patrono. Quando infatti la riforma liturgica della chiesa decise di abolire il santo dal calendario per mancanza di prove storiche circa la sua esistenza, i partenopei insorsero.

Per i napoletani questo fu un duro colpo. Credevano che il clero avesse trattato l’argomento sottovalutando la reale portata del santo e delle sue doti protettive.

A muoversi in prima persona fu la Curia di Napoli che non ebbe paura di affrontare direttamente il Vaticano. E così la Santa Sede revocò la sua decisione e si mosse a farlo Santo di nuovo, ma facendolo esistere solo in Campania.

Le origini e la storia di San Gennaro

Molte sono le incongruenze esistenti circa storia e origine del santo. Qualcuno lo fa vivere nel 300 dopo Cristo, epoca in cui il Cristianesimo aveva raggiunto il suo massimo splendore e per tale ragione faceva paura agli imperatori.

In vero però in quel periodo i cristiani erano visti più che altro come una temibile setta che diventata capo espiatorio quando non si sapeva contro chi puntare il dito.

La vita del Santo

In base al contenuto degli Atti bolognesi e degli Atti vaticani Gennaro nasce e vive tra il VI e il VII secolo. Ancora non si sa dove fosse nato, anche se tra Benevento, Napoli e Vibo Valentia le tre città si contendono i natali del vescovo.

Quasi sicuramente il suo nome era Procolo e apparteneva alla famiglia gentilizia della Gens Januaria. Secondo un’altra tesi tuttavia la famiglia era molto povera e dolo la morte della madre il padre lo aveva sistemato a fare il guardiano di maiali.

Il martirio

Sempre secondo qualche vaga fonte, durante le persecuzioni di Diocleziano, Gennaro era vescovo di Benevento. Un giorno lasciò la sua sede per recarsi dal vescovo di Miseno in compagnia del lettore Desiderio e del diacono Festo. Il suo obiettivo era avere un i contro con altri gruppi cristiani per confrontarsi e discutere sulle questioni della fede.

Durante la sua assenza il diacono Sossio grande amico di Gennaro fu messo agli arresti per volere del governatore della Campania Dragonzio. Per il vescovo beneventano stava verificandosi una sua predizione: qualche tempo prima infatti, durante una funzione religiosa aveva visto comparire una fiammella sulla testa del diacono Sossio.

A Miseno continuavano ad arrivare notizie non positive per i cristiani. Così Gennaro decise di rientrare, anche per far visita in carcere al diacono Sossio. Una mossa avventata che ne decretò la morte: anche Gennaro fu arrestato e incarcerato in attesa di esser dato in pasto alle belve nell’anfiteatro di Pozzuoli.

Le leggende

Da questo punto in poi della storia iniziano le leggende di paese. Secondo alcune credenze, i cristiani si ribellarono e riuscirono ad interrompere il supplizio all’anfiteatro. Secondo altre dicerie, San Vento benedisse le belve che anziché sbranarli si inchinarono al suo cospetto.

Dragonzio cambiò dunque metodo di uccisione. Portò i cristiani nella Solfatara di Pozzuoli, all’epoca Forum vulcani, e li fece decapitare. Dopo la morte, a raccogliere il sangue di san Gennaro, fu una donna, Eusebia, che lo conservò in due ampolle.

Cosa accade se il sangue non si scioglie?

Secondo la tradizione partenopea, quando il sangue di San Gennaro non si scioglie eventi nefasti si abbattono su Napoli e non solo. Per cui ogni anno la speranza è che il Santo torni a fare il miracolo per salvare il popolo napoletano.

Non a caso si elencano degli anni in cui, in assenza dello scioglimento, si sono verificate delle sciagure:

  • Nel 1939 scoppia la guerra mondiale e l’anno successivo anche l’Italia entra in guerra;
  • Nel 1943 inizia l’occupazione nazista in Italia;
  • Nel 1973 arriva il colera a Napoli;
  • Nel 1980 un brusco terremoto coinvolge l’Irpinia

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