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Giuseppe Capaldo

Giuseppe Capaldo è un poeta “istintivo popolaresco”, che tastava con mano la realtà dell’epoca e conosceva bene i sentimenti, positivi e non, della sua gente

La canzone popolare italiana vanta nomi di un certo calibro. Nomi che tuttavia spesso vengono trascurati o dimenticati. Immancabile diventa dunque un riferimento ad un grandi che ha fatto la storia della musica partenopea tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Stiamo parlando di: Giuseppe Capaldo.

Il poeta/artista era in grado di esaltare lo spirito della sua gente in poche semplici parole, come solo grandi parolieri sanno fare. Lui era il poeta  del popolo: gli bastava la semplice licenza elementare per fare grande i sentimenti che provava. Ebbe una vita breve, ma abbastanza lunga da collezionare opere che ancora oggi fanno cantare i napoletani.

La storia

Giuseppe Capaldo nacque nel 1874, da Raffaele e Filomena Giannelli, piccoli ristoratori della zona del Porto. Il suo amore per le parole e per la poesia vennero fuori subito. Già a 18 anni si ritrova a comporre e scive Vicenzella, la sua prima canzone. Una canzone che gli permette di vincere il concorso per la festa della Madonna del Carmine. Purtroppo le sue esigenze erano altre: aveva bisogno di lavorare. Dapprima fu imbianchino, decorando fondali per i teatrini delle guarattelle, e poi cameriere al Caffè Turco, dove si intrattenevano ospiti con la musica live. Lavorava e faceva di tutto pur vivere ma senza mai dimenticare il suo amore per la poesia.

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