Museo di Capodimonte
in ,

Museo di Capodimonte a Napoli: la Reggia e le collezioni

Museo e Real Bosco di Capodimonte: orari, prezzi del biglietto e come arrivare.

Il Museo di Capodimonte trova la sua collocazione nella omonima Reggia, nella verde collina napoletana chiamata Capodimonte.

Intorno al Museo si estende il gran bosco, dove, spesso i napoletani si recano a trovare refrigerio nelle calde giornate estive.

Storia del Museo di Capodimonte

Il Museo è stato costruito nel 1738 da  Carlo di Borbone .

Il re partenopeo, desiderava trovare la giusta sistemazione alla sua collezione privata e alle opere lasciategli dalla madre, Elisabetta Farnese.

Secondo il progetto, il lato sud del Palazzo, doveva essere adibito alle opere d’arte, proprio nel punto affacciato alla vista del golfo.

Nel 1759 il Museo ospitava non solo la famosa collezione Farnese, ma anche i cartoni preparatori per gli affreschi della cappella Paolina di Michelangelo, opere di Vasari e Mantegna.

Tanti ospiti importanti si recavano sulla collina di Capodimonte per ammirare le sue attrattive, come  il marchese De Sade, Canova e Goethe.

Nel 1785, Ferdinando I delle due Sicilie, s’impegnava a definire gli orari di ingresso, i compiti dei custodi e le diverse figure responsabili dell’organizzazione, creando un vero e proprio regolamento della struttura museale.

Con l’avvento dei francesi e l’istituzione della Repubblica napoletana, la reggia di Capodimonte viene utilizzata come abitazione, perdendo il suo ruolo di Museo.

Solo con l’Unità d’Italia e la nomina di direttore di Annibale Sacco, il Museo di Capodimonte ritrova la sua destinazione originaria.

Nel 1900 il palazzo diviene nuovamente abitazione, ospitando la famiglia del Duca di Aosta. Negli anni 20 e 30 gran parte delle opere custodite nel Museo sono utilizzate per arredare le sedi istituzionali dello Stato Italiano.

La fine della seconda guerra mondiale porta una ventata di ottimismo e voglia di ricostruire il paese. Si ricerca la bellezza e si parte dalla rivalorizzazione dei musei e dei loro capolavori. Con un decreto del 1949 nasce ufficialmente il Museo nazionale di Capodimonte.

Bruno Molajoli, grazie anche al finanziamento della Cassa del Mezzogiorno, segue i lavori di ristrutturazione della Reggia  e il Museo torna, finalmente, a nuova vita.

Museo di Capodimonte: opere

Il Museo Nazionale di Capodimonte comprende i primi tre piani della Reggia e la disposizione delle opere, risale, ormai all’ultima opera di restauro del 1999.

Piano terra, seminterrato e piano ammezzato

Il piano terra è adibito alla ricezione dei visitatori: non solo vi è la biglietteria, ma anche una caffetteria ed un bookshop, dove le persone possono rilassarsi e fare una pausa, prima d’inoltrarsi nell’esplorazione del Museo.

Già nell’atrio, prima dello scalone d’onore, si può ammirare la scultura di Filippo Tagliolini dal titolo Giove che fulmina i Titani.

Il seminterrato ospita due sale didattiche, spesso usate per conferenze e concerti, ma anche per l’esposizione di mostre temporanee.

Il piano ammezzato ospita, invece, la collezione Mele: manifesti pubblicitari donati dai Magazzini Mele nel 1988 al Museo di Capodimonte.

Tali manifesti rappresentano un importante testimonianza dell’opera figurativa napoletana di fine Novecento, in quanto commissionati ad artisti importanti dell’epoca come Aleandro Villa, Gian Emilio Malerba e Achille Beltrame.

Ma le opere del piano ammezzato non si esauriscono con la collezione Mele.

Qui, sono esposti 25000 stampe di disegni di Caracci, Lanfranco, Tintoretto e Jusepe de Ribera.

Vi è, poi, la collezione del conte Carlo Firmian, che raccoglie stampe di Della Bella e di Rembrandt, e la collezione Borgia.

Per non dimenticare i disegni e acquerelli degli artisti della scuola di Posillipo, come Giacinto Gigante, regalati al museo da Mario e Angela Astarita nel 1970..

Infine, vi è la collezione dell’Ottocento privato.

Primo piano

Nel primo piano del Museo è ospitata la Galleria Farnese e l’appartamento Reale.

appartamento reale capodimonte

La collezione Farnese vanta opera pittoriche di grandi artisti come Tiziano, Raffaello, Correggio e Parmigianino.

Ma non solo. Il primo piano è un susseguirsi di sale in cui restare senza fiato, ad ammirarne i suoi contenuti.

Nella sala 3 è infatti conservata la Crocifissione di Masaccio, scomparto centrale del Polittico di Pisa che l’autore aveva realizzato per la Chiesa del Carmine e nel quale è evidente l’influenza dello stile di Giotto.

Non mancano disegni di Michelangelo, opere di artisti rinascimentali, ma anche autori fiamminghi come Jacob de Backer e Pieter Bruegel.

Insomma, si passa da una sala all’altra, attraversando le meraviglie artistiche dei secoli passati, in un andirivieni di epoche e stili da lasciare a bocca aperta.

Dalla sala 31 ha inizio l’appartamento Reale, che ha ospitato re borbonici e francesi, nonchè i duchi di Aosta.

Il palazzo, in realtà, era poco abitato dai sovrani borbonici, mentre diventa stabile residenza con l’arrivo di Carolina Bonaparte.

Gioacchino Murat si affida alle opere di grandi artisti come Canova per rinnovare la sua dimora.

Attraversando l’appartamento ci possono osservare altre importanti opere artistiche, come quelle di Hayez, Goya e Giacinto Gigante.

Infine, vi è la Galleria delle Porcellane composta da oltre tremila pezzi decorati tra Napoli, Vienna e Berlino, la Collezione De Ciccio e l’Armeria Farnesiana e Borbonica

Secondo piano

Il secondo piano è suddiviso nella Galleria Napoletana e nella collezione contemporanea.

Tra le opere più importanti conservate nella Galleria Napoletana, sono senza dubbio il Polittico con Storie della Passione, in alabastro e legno, e la Madonna dell’Umiltà di Roberto d’Oderisio, d’ispirazione giottiana.

Inoltre, c’è l’Annunciazione di Tiziano e la Flagellazione di Cristo di Caravggio.

Museo di Capodimonte Flagellazione di Cristo
Flagellazione di Cristo-Caravaggio

Caravaggio è uno dei miei pittori preferiti, quindi, per me, vale la pena recarsi al Museo di Capodimonte solo per sorprendersi dinanzi alla Flagellazione.

Osservare quei volti così umani e quei giochi di luci ed ombre tipiche del suo stile….insomma resterei lì ore a guardarlo.

Terzo piano

Al terzo piano vi è la Galleria dell’Ottocento, in cui sono esposte le opere di artisti dell’Italia meridionale post unità. Tra gli autori ricordiamo Morelli, Palizzi e Gemito, tutti impegnati nel rappresentare scene di vita quotidiana, dal forte realismo.

In realtà quelle che vi ho descritto sono solo poche delle tantissime opere che possono ammirarsi nel Museo. L’unica alternativa per scoprirle tutte è quello di andare personalmente, per passare una giornata tra l’arte, per poi rilassarsi nello spettacolare Bosco di Capodimonte che lo circonda.

Allora, non perdete altro tempo e correte a vederlo.

Vi lascio alcune informazioni utili per raggiungerlo.

Museo di Capodimonte: come arrivare

Il Museo di Capodimonte si trova in via Miano n.1.

Per raggiungerlo ci sono diverse alternative:

  1. dall’autostrada: bisogna prendere la tangenziale e uscire a Capodimonte; lì in zona ci sono diversi parcheggi a pagamento.
  2. dalla stazione centrale di Piazza Garibaldi: si può optare per la Linea 1 della Metro, fermata Museo o Linea 2, fermata Piazza Cavour. In entrambi i casi è necessario proseguire con i BUS dell’ANM, scegliendo tra il 3M, il 168 e 178, il C63 e il 604.

Museo di Capodimonte: orari e biglietti

Dal 27 Aprile 2021 il Museo è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì, ma è consigliabile la prenotazione.

Per conoscere precisamente gli orari di apertura dei diversi piani della struttura e delle diverse porte di accesso al Bosco e al Museo, vi segnalo la pagina ufficiale del Museo di Capodimonte.

il costo del biglietto, comprensivo delle mostre in corso è di 10 euro, intero.

Per i vaccinati al Covid center della Fagianeria il prezzo è di 5 euro, mentre di appena 2 euro per i visitatori di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Il biglietto è, invece, gratuito per i minori di anni 18 e per tutti i cittadini italiani residenti all’estero.

Per accedere al Bosco di Capodimonte non si paga il biglietto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

strega di Port'Alba

Leggende di Napoli: la strega di Port’Alba

Vacanze estive

Vacanze estive in Campania