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La Vesuviella

Questo dessert molto peculiare che prende il nome Vesuviella per la sua forma vulcanica, è una dedica al Regno delle Due Sicilie

La Vesuviella, insieme al Konosfoglia rappresenta un dolce innovativo proposto per celebrare il Regno delle Due Sicilie. Non abbiamo aneddoti storici e tradizionali da raccontare, ma possiamo semplicemente dire che si tratta di un dolce ideato e proposto nella Pasticceria di Corso Novara a Napoli,Cuori di Sfogliatella.

Qualche anno fa l’imprenditore-titolare dell’attività Antonio Ferreri, Insieme al presidente del Movimento Neoborbonico, Gennaro De Crescenzo e con il presidente della Fondazione Il Giglio, Marina Carrese ha organizzato la presentazione di questi muovi dessert che poi altro non sono che nuovi tipi di sfogliatelle.

Una novità apprezzata dai partenopei

I napoletani sono fedelissimi alla tradizione e non amano che venga storpiata la classicità delle loro ricette. Tuttavia l’inventiva di questa Sfogliatella 2.0 ha totalizzato davvero ampi consensi. Insieme al Gelato Konosfoglia la novità ha subito colpito mel segno, anche perché non si tratta di sostitutivi del dolce classico, bensì una variante aggiuntiva.

Il dolce nasce comunque in una pasticceria molto amata a Napoli che dà valore a quelle che sono le traduzioni dolciarie non solo campane ma anche siciliane.

Le proposte dolciarie dedicate alle Due Sicilie sono state create tenendo conto delle principali valenze della pasticceria campana e di quella siciliana. Questi dessert sono un’esclusiva della pasticceria Cuori di Sfogliatella.

Konosfoglia vs Vesuviella

Prima di parlare delle Vesuvielle, diciamo anche cosa sia la Konosfoglia, nati insieme e venduti di pari passo. Quest’ultimo è il gelato innovativo nato in casa Cuori di Sfogliatella. Il nuovo cono viene messo al posto del classico involucro della sfogliatella riccia al cui interno c’è il gelato da passeggio. Questo cono è a forma di cestino e si sosotutisce al secchiello.

Questi involucri vengono farciti in base a ciò che la pasticceria ha a disposizione. Anche se di base si propone un gelato fatto da ricotta pastorizzata, panna, latte intero e aroma naturale di cannella. Al culmine del dolcetto vengono poi messe salse di completamento a base di frutta o di estratti naturali.

L’estro della pasticceria, poeta poi la Konosfoglia a presentarsi com decorazioni sfiziose e gustose fatte di elementi come fragole, scaglie di cioccolato, etc..

Ricordiamo che questo involucro, insieme al gelato e alle salse si producono in laboratorio in modo artigianale. Un concept questo che è andato dritto al cuore dei consumatori e che si racchiude in una sola sfoglia, per tanto gusto.

Una dedica al Regno delle Due Sicilie

Questo dessert molto peculiare che prende il nome Vesuviella per la sua forma vulcanica e in onore al “Re di Napoli” (ovvero il Vesuvio), è una dedica al Regno delle Due Sicilie. Per questo motivo c’è anche uno strascico della tradizione siciliana, ovvero la ricotta di pecora, tipica del cannolo e della cassata alla ricotta vaccina con cui si realizza la sfogliatella. Non a caso la salsa si realizza in omaggio alla Sicilia, attraverso un altro prodotto tipico regionale, ovvero la pasta naturale di pistacchio di Bronte.

La Vesuviella, emblema del mondo borbonico, viene presentato infatti in due versioni singolari quali cioè la Vesuviella all’Arancia e quella al Pistacchio. Circa la ricotta, si utilizza per l’impasto al 50% quello di pecora e al 50% quello di vaccina.

Mix di novità e tradizioni

Per quel che concerne le Vesuvielle, ha delle proporzioni molto caratteristiche così come particolari e al contempo semplici sono gli ingredienti. Tra questi c’è meno semola e più ricotta rispetto alla ricetta classica.

Per il Regno delle due Sicilie è stato creato un nuovo dolce e non la sfogliatella poiché c’era bisogno di un dolce nuovo che potesse rappresentare tanto la Sicilia quanto la Campania. E la forma vulcanica è in onore che le due regioni ospitano rispettivamente l’Etna e il Vesuvio.

Vesuviella borbonica e Konosfoglia borbonico, doveroso sottolineare, appartengono al progetto CompraSud del Movimento Neoborbonico e della Fondazione Il Giglio.

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