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Dolce diplomatico: storia e ricette

Di questo dolce non solo esiste una versione classica ma ci sono anche delle varianti in base alla regione

Il dolce diplomatico più comunemente detta diplomatica, rappresenta un prodotto di pasticceria diffuso in tutta Italia, ma che nasce al meridione, in particolare tra Sicilia e Campania. Riscuote un così grande successo che viene venduto non solo sotto forma di torta ma anche come pasticcini mignon (detti diplomatici).

La storia

La nascita della diplomatica è assi controversa e soprattutto contesa tra una regione e latra d’Italia. Secondo qualche documento storico, pare comunque che sia stata inventata dal Cuoco del Duca di Parma intorno al Quattrocento per regalarla a Francesco Sforza.

Tuttavia, molte altre zone italiane rivendicano la nascita di questo dolce, come  ad esempio la Campania. Secondo l’ipotesi tipica partenopea, è nella bella città di Napoli che nasce quel dolce chiamato localmente “zuppetta”. Nel mezzo della Repubblica Partenopea, l’ammiraglio Francesco Caracciolo fu sconfitto da Nelson. Così il Re Ferdinando I per omaggiare gli inglesi che avevano liberato il suo trono diede una festa in onore al capitano britannico. Per l’occasione il pasticcere di corte preparò un dessert a base di dolci secchi rum e crema pasticciera. Un dolce che all’epoca fu denominato zuppetta. Secondo un’altra teoria, questo dolce nacque per sostituire la torta preparata ma maldestramente fatta cadere da un cameriere.

La torta diplomatica si prepara ovviamente con quella che si definisce crema diplomatica, per cui storicamente non si può stabilire quale sia nata prima

Il nome: da dove deriva il concetto di diplomatico

La ricetta della torta diplomatica mette d’accordo tutti i contendenti della sua creazione, soprattutto i siciliani e i campani.

A livello storico, il suo nome è davvero emblematico. Secoli fa infatti venivano chiamati diplomatici alcuni appartenenti ad una classe aristocratica molto agiata. La loro cultura era stellare, conoscevano molte lingue, frequentavano gli ambienti mondani e sapevamo tenere banco alla situazione perché preparati da studi prestigiosi. L’idea più avvalorata era che chi andasse a rappresentare il proprio paese all’estero fosse dotato di specifiche qualità morali per equilibrare situazioni delicate. Ecco dunque che la torta doveva essere un omaggio a coloro i quali ostentavano la loro saccenza nelle corti straniere.

Il nome del dolce si ricollega pure alla crema diplomatica, ovvero l’ingrediente base usato per guarnire la torta stessa. Una crema mixata di crema pasticcera e crema chantilly, solitamente in parti uguali.

dolce diplomatico

Se tagliato a mono porzione, il dolce è fatto a piccoli rettangoli. Tuttavia le moderne varianti permettono anche di presentarlo in versione rotonda e a più strati. Vengono alternati sfoglia e Pan di Spagna farciti di crema e decorati con abbondante zucchero a velo.

Le varianti della diplomatica

Non solo esiste una versione classica della torta diplomatica ma ci sono anche delle varianti in base alla regione e al pasticciere che lo fa. Ad esempio in Sicilia al posto della pasticciera si utilizza la crema di ricotta.

Nella bella Napoli si mettono invece al centro le amarene sciroppate per dare un sapore più intenso. Il Pan di Spagna invece si bagna con molti liquori, tra cui l’amaretto o il rum.

Molte altre varianti golose e succulente del dolce diplomatico sono a base di fragole, di caffè, di cioccolato, di mandorle e tanti altri gusti di fantasia.

La ricetta del dolce diplomatico

Ecco gli ingredienti:

  • Farina 00 75 g
  • Fecola di patate 75 g
  • Uova 5
  • Baccello di vaniglia 1
  • Sale fino 1 pizzico
  • Zucchero a velo per la sfoglia q.b.
  • Latte intero 250 ml
  • Panna fresca liquida 180 ml
  • Zucchero 75 g
  • Farina 00 25 g
  • Zucchero a velo 20 g
  • Tuorli 3
  • Baccello di vaniglia ½
  • Acqua 200 ml
  • Zucchero 100 g
  • Rum 20 ml
  • Zucchero a velo q.b.

Sbattere le uova e zucchero in una casseruola e mescolare con una frusta sul pentolino. Dopo aver riscaldato, prendere lo sbattitore e girare fino a quando non triplica di volume. Aggiungere adagio la farina finché non sarà tutto ben amalgamato. Mettere un composto in una terrina infarinata a 180°C per circa 25 minuti.

Per la pasticciera mettere il latte in un pentolino con la vaniglia e la scorza di limone, far bollire e poi spegnere il fuoco. Unire i tuorli e lo zucchero e sbattere con una frusta con farina latte tiepido e amalgamare bene fino a farlo diventare denso.

A questo punto il Pan di Spagna sarà pronto. Prendere la sfoglia stenderla in un teglia e punzecchiarla con la forchetta. Lasciarla dorare in forno. A cottura ultimata guarnire a piacere.


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