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Nel cuore di Napoli, dove la pizza è più di un semplice piatto ma un vero e proprio simbolo culturale, Vincenzo Capasso ha rappresentato un pezzo importante di questa tradizione. Nato in una famiglia con radici profonde nella storia della pizza, Capasso ha iniziato a lavorare nella storica Pizzeria Capasso fin da bambino, trasformando un gioco in una vera e propria arte.
Un destino segnato dall’impasto: la storia di Vincenzo Capasso
Vincenzo Capasso ha mosso i primi passi nel mondo della pizza a soli sette anni, entrando in un mestiere che nella sua famiglia si tramanda da sette generazioni. La pizzeria, situata di fronte a Porta di San Gennaro, è un luogo emblematico per i napoletani e per chiunque voglia assaporare la vera pizza partenopea. Qui, Vincenzo ha affinato la sua maestria, lavorando con acqua, farina e lievito madre, ingredienti essenziali per una pizza autentica e di qualità.

Essendo il più giovane tra i fratelli, dopo Peppino e Antonio, Vincenzo ha saputo portare avanti l’eredità materna, legata alla famiglia di Adele Lieto, una giovane donna che nel lontano 1847 fondò questa pizzeria con il marito Giovanni Capasso. La sua dedizione al mestiere era tale da paragonare il lavoro del pizzaiolo a quello del sarto: ogni pizza, secondo lui, doveva essere come una camicia su misura, curata nei dettagli e fatta con passione.
La Pizzeria Capasso: un crocevia di gusto e cultura
La pizzeria non è stata solo un luogo di lavoro, ma un vero e proprio punto di riferimento per la comunità napoletana e per i visitatori. La sua posizione davanti a Porta di San Gennaro, una delle antiche porte della città, conferisce un valore simbolico alla pizzeria, che si inserisce in un contesto ricco di storia e tradizione.
La famiglia Capasso non si è limitata a tramandare la cultura culinaria, ma si è anche impegnata nella tutela del patrimonio artistico locale. In particolare, ha contribuito al restauro dell’affresco di Mattia Preti sulla Porta di San Gennaro, raffigurante la Madonna degli Appestati. Questo dipinto, realizzato nel XVII secolo, è un simbolo mistico e storico per Napoli.
Mattia Preti e la Porta di San Gennaro: arte e leggenda
Mattia Preti, artista noto anche per il suo passato turbolento, fu condannato a morte per omicidio ma salvato grazie all’intervento di una cortigiana che ne riconobbe il valore artistico. Come segno di clemenza, fu incaricato di decorare le porte della città con affreschi sacri. Quello presente a Porta di San Gennaro è uno dei più significativi e oggi, grazie all’impegno della famiglia Capasso, continua a essere preservato e ammirato.
Un’eredità che continua a vivere
La storia di Vincenzo Capasso è un intreccio di passione per la pizza e rispetto per la cultura napoletana. La sua vita e il suo lavoro incarnano l’essenza di Napoli: una città dove tradizione, arte e sapori si fondono in un abbraccio unico. La famiglia Capasso, con la sua pizzeria e il suo impegno culturale, rappresenta un patrimonio prezioso che continua a mantenere vivo il cuore pulsante della città.
In un mondo che cambia rapidamente, la figura di Vincenzo Capasso ci ricorda l’importanza di custodire le radici e di celebrare le storie che rendono Napoli così speciale.


