Chiesa di piedigrotta
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Il fascino della Chiesa di Piedigrotta e la leggenda della scarpetta

La chiesa di Santa Maria di Piedigrotta è tra le più belle di Napoli, con la sua leggenda suggestiva e la sua struttura d’altri tempo

La chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, eretta in onore alla Natività di Maria, ha una storia da raccontare ricca di fascino e suggestione. Rappresenta una tappa obbligata per tutti coloro che si trovano almeno una volta a passare per Napoli.

La storia della Chiesa di Piedigrotta

Secondo le ricostruzioni storiche, la Chiesa di Piedigrotta fu cominciata nel 1352 e conclusa nel 1353. Lo scheletro già esisteva, in quanto su quel perimetro c’era già una chiesa precedentemente dedicata all’Annunciazione alla Vergine Maria. Ivi i credenti adoravano un’immagine lignea della Vergine.

Nel 1453 il re Alfonso d’Aragona decise di cedere la struttura ai canonici lateranensi. Che tornò in un secondo momento nelle mani dei cristiani. Nel 1571 don Giovanni d’Austria, comandante della flotta della Lega Santa, prima di partire per la guerra si recò nella chiesa per raccogliersi in preghiera davanti la Madonna di Piedigrotta prima della battaglia di Lepanto. Al termine della guerra in ottobre, tornò per ringraziare la Madonna di averlo aiutato nella sconfitta degli ottomani.

L’organizzazione artistica interna

Per quel che concerne l’aspetto interno della chiesa la prima cappella a destra è quella in cui si custodisce la Madonna di Piedigrotta circondata dai Santi Biagio, Ubaldo e Gennaro.

Nella seconda cappella di destra, invece, vi è una tavola conservata ove è raffigurata una Pietà. Mai identificato l’ideatore, la tavola è firmata con l’anonimo nome di Maestro della Pietà di Piedigrotta.

Nella prima cappella sinistra, nella volta, ci sono dei dipinti prodotti da Belisario Corenzio. A sinistra del presbiterio c’è il dipinto Calvario e Pietà, di Wenzel Cobergher. Sull’altare maggiore si trova una statua in legno che raffigura la Madonna. Infine, nella parte destra dell’altare, c’è sja il monumento funebre di Carlo Filangieri che una tela con il Matrimonio di Giuseppe e Maria, forse ideata da Paolo Domenico Finoglia.

Una festa che passò dal culto ortodosso a quello cristiano

La Natività della Beata Vergine Maria oggi è una festa cristiana, anche se nasce come culto previamente ortodosso. Lo scopo è quello di celebrare la Nascita della vergine, che si festeggia il giorno 8 settembre. Addirittura per la religione ortodossa è questa una delle celebrazioni più importanti del loro culto, tant’è che rappresenta una delle 12 feste maggiori.

Il culto della Vergine Maria giunge sul territorio campano intorno al 1200. In concomitanza comunque d culto religioso, si sviluppa a Napoli anche il rito pagano nella galleria, finché si giunse alla costruzione, nel 1207, di una piccola cappella. Essa fu costruita sulla scorta della leggenda di un’apparizione della Madonna.

La leggenda sulla Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

La leggenda narra che nel pieno di una tempesta, Frate Bernardino si rifugiò con celerità in chiesa. Il frate madido di acqua non ebbe tempo di andarsi ad asciugare che rimase sorpreso da un cambiamento anomalo avvenuto sull’altare: la statua della Madonna era sparita. Pensando ad un furto il parroco diede subito l’allarme all’abate, ma nel frattempo si mise alla ricerca della statua.

Mentre guardava in ogni dove della chiesa, vide la Madonna ritornare al suo posto col mantello bagnato. La Vergine gli raccontò di essere corsa in aiuto ad alcuni marinai che l’avevano pregata affinché salvasse la loro vita, data la pericolosità del temporale. Nel fare ritorno però, la Vergine aveva una scarpetta mancante. L’aveva tolta perché piena di sabbia ma aveva dimenticato di rimetterla.

Anche l’abate, al sul arrivo, notò che il mantello della Madonna fosse intriso e che non aveva una scarpetta. Così iniziò la ricerca di quella scarpetta, ritrovata poco distante da lì insieme alla statua lignea dedicata a Maria.

Grazie a questa leggenda, a Napoli c’è la tradizione di regalare alle spose una scarpetta col simbolo del sole che deve proteggerle durante la loro vita coniugale.

Secondo alcune dicerie addirittura, la favola della “Gatta Cenerentola” di Giambattista Basile, da cui poi nasce la nota fiaba di Cenerentola di Charles Perrault, prende spunto dalla scarpetta “perduta” della Madonna.

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